Lettere

«Nella lettera il pensiero coagula e solidifica – diventa più forte. Orfana della lettera, la vita soffierebbe a suo talento sulla pianta del pensiero, schiantandola. Testo e note scavano la geologia del pensiero. Il pensiero profondo è quello che produce la ricca stratificazione. Nelle note si raccoglie la terra del pensiero. Il testo, le note e, al più alto grado, la ‘traduzione’, attesteranno la compiuta organicità dell’opera».
Raciti, Critica della notte.

«Un tempo la conoscenza della grammatica veniva considerata in molti luoghi come il simbolo della fascinazione. E difatti già nell’inglese medievale dalla parola grammar derivò la parola glamour: ciò vuol dire che chi è capace di leggere e scrivere sarà capace di fare anche altre cose impossibili».
Sloterdijk, Regole per il parco umano.

«La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri».
Yourcenar, Memorie di Adriano.

«Il mondo non è stato creato una volta sola, ma tutte le volte che è sopraggiunto un artista originale».
Proust, I Guermantes.

«La Luna è un deserto, [...] da questa sfera arida parte ogni discorso e ogni poema; e ogni viaggio attraverso foreste battaglie tesori banchetti alcove ci riporta qui, al centro d’un orizzonte vuoto».
Calvino, Il castello dei destini incrociati.

«Dove l’uomo entra nel creato, lì incomincia il periodo attuale: il tempo delle rivoluzioni del mondo è finito. Ora la poesia si volge all’uomo, e a lui rivela il suo destino, il suo dovere, la sua meta».
Rohde, Psiche.

«La poesia e il progresso sono due ambiziosi che si odiano d’un odio istintivo, e, quando s’incontrano sulla stessa strada, bisogna che uno dei due serva l’altro».
Baudelaire, Il pubblico moderno e la fotografia.

«La dualità tra prosa e poesia, la dualità tra contenuto e forma, non possono continuare a esistere. Quindi per lo scrittore moderno la forma avrà un significato direttamente spirituale, egli non descriverà nessun evento, non descriverà affatto, ma scriverà. Egli ricreerà nella parola la totalità degli eventi: unità costruttiva del contenuto e della forma».
Secondo manifesto del “De Stijl”.