Pauca præponam
Contro la sospensione della libertà reale
Pro-gettare il futuro è spingere il presente in una possibilità, non prenderlo a calci. Il vecchio decreto legge 112 fa invece proprio questo. E non appare un testo anomalo rispetto alle ultime iniziative (molto concrete e già approvate) del governo, il quale ha già mostrato coi fatti di non avere alcuna intenzione di garantire le libertà di espressione, di pensiero, di insegnamento e di ricerca. Il pensiero e la ricerca sono libere solo fino a quando non legate alla politica – almeno non in un senso banale ed economico. Dacché invece, come ha scritto Maurice Merleau-Ponty, «la valorizzazione del presente si effettua grazie al libero progetto dell’avvenire», risulta necessario investire sulla ricerca e sul pensiero.
Il Tempio dell’Ombra non esisterebbe – in quanto progetto nato dalla libertà e dalla gioia di ricercare – se così non fosse. La minaccia che queste “prove tecniche” di totalitarismo – non abbiamo remore ad affermarlo – rappresentano per noi ci spinge a manifestare, anche (e non solo, si badi) con questa breve premessa, il totale appoggio a quanti vogliano invece difendere il diritto di un paese quantomeno moderno (non diciamo civile, ma moderno) ad avere le suddette libertà garantite.
Ogni nuova realtà estetica ridefinisce la realtà etica dell’uomo. Giacché l’estetica è la madre dell’etica. Le categorie di «buono» e «cattivo» sono, in primo luogo e soprattutto, categorie estetiche che precedono le categorie del «bene» e del «male». In etica «non tutto è permesso» proprio perché «non tutto è permesso» in estetica, perché il numero dei colori nello spettro solare è limitato. (…) Poiché non ci sono leggi che possano proteggerci da noi stessi, nessun codice penale è in grado di prevenire i reati contro la letteratura; anche se possiamo condannare la materiale soppressione della letteratura – la persecuzione degli scrittori, gli abusi della censura, i roghi dei libri – siamo poi impotenti di fronte al delitto più grave: l’indifferenza verso i libri, il disprezzo per i libri, la non-lettura. Per questo delitto una persona paga con tutta la sua vita, e se il delitto è commesso da una nazione intera, essa lo paga con la sua storia. (Josif Aleksandrovič Brodskij, Un volto non comune, 1987)
Il pensiero libero che qui ci consente di scrivere è assicurato dalla nostra volontà, tuttavia riteniamo corretto chiarire che questa nostra libertà sarà illusoria finché non vedremo garantita quella reale – che solo la politica può garantire. Al di là di un sogno (che è sempre «umanamente uomo») di libertà non si dà alcuna reale possibilità d’espressione.