Diritto e rovescio

Oltre quelle «hegeliane» che seguirono l’esporsi del concetto moderno di tempo e al di là di quelle «storiche» dell’Italia giolittiana, rimangono da pensare una sinistra e una destra «psicologiche», intese cioè come opposti in ogni Gestalt – quella Forma che necessariamente include in sé due opposti interagenti seppur vicendevolmente escludentisi, in quanto esclusivi. La Destra è quella parte che tende al controllo del creato, alla sottomissione dell’ideale per il reale, alla conclusione storica piuttosto che all’apertura. Il deciso sul discorso. La Sinistra è, al contrario, quella parte che predilige piuttosto che decidere, che tende piuttosto che raggiungere, che apre piuttosto che chiudere. Meglio un confuso tutto che un’ordinata parte. Garantisce tanto l’apertura quanto la chiusura, incrementa il reale per far spazio all’ideale, si inerpica per il pensiero senza prefissa meta, non ha scopo. Non assicura né rassicura, si apre al dolore dell’esistere piuttosto che garantire quel dolore. Apre la storia per non deciderla.
Curiosamente Montaigne, in uno dei suoi Saggi, ricorda che «Zenone descriveva col gesto il suo pensiero su questa divisione delle facoltà dell’anima: la mano aperta e distesa era apparenza; la mano a metà chiusa e con le dita un po’ curve, consenso; il pugno chiuso, comprensione; quando, con la mano sinistra, chiudeva ancor più strettamente quel pugno, scienza» (corsivi miei).
Leggo in Peter Sloterdijk, Critica della ragion cinica: «Solo la morale può essere a destra o a sinistra della realtà. La realtà, per quanto ci concerne, ci apparirà magari gradita od odiosa, tollerabile o insopportabile. Ma alla nostra coscienza, di fronte a ciò che è dato, è dato soltanto di scegliere se prenderne atto o meno». Ma prendere atto o meno di un che è un movimento psicologico e la psicologia, in questo senso, è lo studio della realtà umana – della realtà nostra.
Entrambi necessari, questi due sono i lati della Forma umana – quindi «psicologici» in senso hegeliano, un senso che appunto ritorna anche se nelle premesse aufgehoben, – ma non sono perfettamente simmetrici. Il lato della Sinistra è infatti leggermente più ampio (spazialmente e logicamente) perché include in sé l’apertura alla chiusura, garantita, questa soltanto, dal lato della Destra. È una supremazia tanto fondamentale – esistenziale – quanto ingombrante (tanto è grande). «Sei di destra o di sinistra?» è una domanda che può porsi oggi solo nel senso descritto qui; dunque attenzione ai mancini ché, mancando, rispondervi non possono. Ma mancini puri, come destri puri, non esistono. Un destro mancino è paradossale, infatti, solo nel pugilato. In effetto, viviamo sempre in un’ordinata ambiguità.

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